Global Green New Deal. Nuova coalizione mondiale scrive al G20

Green economy, la nuova coalizione mondiale scrive al G20


Greenreport.it - Il 2 e 3 marzo si è costituita in Svizzera una nuova "global coalition of environmental, development, business and labour groups" una coalizione per la "green economy" a livello mondiale che è stata voluta da Iucn, Unep, Iied, Wwf International e alla quale hanno immediatamente aderito Bellagio forum for sustainable development, Dfid, Iisd, Ilo, Ituc, Royal Philips Electronics, Wbcsd e The centre for human ecology.

Questo nuovo gruppo ha inviato una lettera aperta ai capi di Stato del G-20 e in particolare al premier britannico Gordon Brown, che ospiterà il summit di Londra, ed al primo ministro cinese Wen Jaibao, in quanto rappresentante delle economie in rapida crescita che parteciperanno al vertice di Londra.

Ecco il testo della lettera:

«Il mondo si trova di fronte a molteplici sfide: una recessione globale, un sistema finanziario danneggiato, perdite di posti di lavoro, shock per cibo e carburante, la povertà persistente, la crescita di problemi ecologici che comprendono un incipiente crisi dell'acqua dolce crisi, perdita di specie, e un pericoloso cambiamento climatico. Queste sfide devono essere affrontate rapidamente, efficacemente e in modo coordinato. Il mondo è giunto ad un punto critico.

Le nostre organizzazioni si sono riunite di recente in Svizzera, per costruire una visione condivisa sulle principali decisioni che devono essere prese all'interno di un nuovo "global green new deal".

Noi veniamo da backgrounds molto diversi, ma condividiamo un senso comune della necessità di azioni chiare e decisive e delle opportunità senza precedenti che oggi esistono per il cambiamento.

Rivolgiamo un appello al G-20 per una leadership morale e pratica che prenda le giuste decisioni per la riforma finanziaria e per la messa in atto di pacchetti di stimolo quando vi incontrerete a Londra all'inizio di aprile.

Gli investimenti da fare devono ora affrontare sia la sostenibilità dello sviluppo post-recessione che dell'attuale recessione.

Il "new deal" di Franklin D. Roosevelt dei primi anni 1930 ha offerto un pacchetto completo di misure per gli Stati Uniti. Oggi, i nostri problemi sono globali e la nostra sfida principale è quello di garantire la sostenibilità di qualsiasi soluzione e la prosperità per tutti. Pertanto, oggi c'è la necessità di un new deal "globale" e "verde".

Il premier della Cina Wen Jiabao ha recentemente affermato che l´etica deve essere al centro del business per praticare il benessere di tutti gli uomini. Il primo ministro britannico Gordon Brown, indirizzandosi al Congresso degli Stati Uniti, ha anche detto che i mercati devono essere liberi, ma mai privi di valori, e che i rischi che prendono gli individui non devono mai essere separati dalla responsabilità che hanno.

I G-20 rappresentano il 66% della popolazione del mondo; il 90% del Pil mondiale, l´80% delle emissioni di gas serra e gran parte dei 150 - 250 miliardi di dollari all'anno di sovvenzioni ai combustibili fossili, così quel che decidono come un gruppo riguarda il mondo intero.

I governi del G-20 hanno già investito più di 2,5 trilioni di dollari in stimoli fiscali per la ripresa economica.
Vi invitiamo a garantire che la totalità del pacchetto d´emergenza del G20 supporti tre obiettivi:

1. costruzione della resilienza economica;

2. giustizia sociale ed equità distributiva attraverso la promozione del lavoro dignitoso per tutti;

3. la tutela e l´utilizzo sostenibile dell´ambiente.

Vi raccomandiamo inoltre di allocare 750 miliardi di dollari di questo pacchetto di stimolo, che è circa 1% del Pil mondiale, agli investimenti per costruire una "green economy" e in particolare per:

- Investire nelle infrastrutture "verdi", come le energie rinnovabili, sistemi di trasporto sostenibili ed edifici environmentally friendly, che potrebbero anche stimolare la creazione di occupazione di qualità e stabile in una vasta gamma di settori;

- Investire nell'utilizzo equo e sostenibile delle risorse, complementariamente all'educazione e all'assistenza sanitaria, che consentiranno di migliorare il livello di vita delle popolazioni, (specialmente dei poveri delle aree rurali);

- Proteggere gli habitat critici e migliorare la prestazione di servizi eco sistemici, che attenuano i rischi ecologici e sistemici e costruiscono la resilienza sia per i ricchi che per i poveri;

- Introdurre nuovi modi di valutazione del progresso del benessere umano ed ambientale (al di là dei limitati interventi finanziari), il che rafforzerà anche i sistemi di responsabilità.

Molti di questi investimenti possono dare un contributo significativo e, a breve termine, creare posti di lavoro e ripresa economica, in aggiunta ai loro effetti a lungo termine. Da aggiungere alle spese, comprensive delle riforme delle politiche internazionali ed interne che sono urgenti in tutti i Paesi del G-20 per affrontare le carenze strutturali.

Questo include un esame approfondito degli incentivi perversi (come le sovvenzioni ai combustibili fossili) che comprimono i "green shoots of recovery"; la tassazione di "bads" come l´inquinamento, e sovvenzioni a "goods" quali l´occupazione e le imprese locali; rinnovare gli sforzi per concludere il Doha development round del Wto di Doha, accompagnato da adeguate garanzie sul fatto che il lavoro, lo sviluppo e le questioni ambientali saranno pienamente affrontati, insieme a un robusto e previdente accordo sul cambiamento climatico quest'anno dopo Copenhagen.

Vi chiediamo di assicurare che questi investimenti sostengano riforme eque e una transizione ben gestita sulla strada della crescita sostenibile, piuttosto che una semplice ripartenza del "business as usual", che ha causato l'attuale crisi economica ed ambientale. Questo richiede il pieno ed immediato sostegno dei leader del G20, l´azione coordinata dei governi degli Stati membri, insieme a sforzi concordati per mobilitare e sostenere gli altri 172 stati membri delle Nazioni Unite.

Inoltre vi esortiamo ad investire energie e risorse per il business responsabile delle imprese, e nelle idee e passioni della società civile che condivide questo fragile pianeta, dal quale noi tutti dipendiamo.

James P. Leape, Direttore generale del Wwf International
Julia Marton-Lefèvre, direttore general, International union for conservation of nature (Iucn)
Pavan Sukhdev, Study Leader: The Economics of Ecosystems and Biodiversity (Teeb), & project Leader: Green Economy Initiative, United nations environment programme (Unep)
Camilla Toulmin, direttore, International Institute for Environment and Development (Iied)
Ola Engelmark, Chair, Bellagio Forum for Sustainable Development
John Evans, segretari generale della Trade Union Advisory Committee to the Oecd (Tuac)
Mark Halle, direttore esecutivo IISD-Europe
R. Andreas Kraemer, direttore, Ecologic Institute
Professor Alastair McIntosh, Centre for Human Ecology, Scotland
Guy Ryder, segretario generale The International Trade Union Confederation (ITUC)
Jan-Olaf Willums, Chair, Inspire Foundation for Business and Society