Evoluzione del concetto di Ergonomia

L’Ergonomia, parola derivante dal greco che significa, letteralmente, lavoro (ergon) e legge (nomos), è definita come l’applicazione di diverse discipline il cui obiettivo è lo studio e la progettazione di tutto ciò che in ambiente di lavoro può contribuire al benessere dell’uomo, dunque sicurezza sul lavoro, ottimizzazione interazione uomo-ambiente circostante e, quindi, ottimizzazione della produttività.

Il concetto di ergonomia nella sua accezione nasce con lo psicologo Murrel, nel 1949 con la fondazione dell’Ergonomics Research Society.
Da allora la disciplina si è evoluta in base anche e soprattutto ai cambiamenti sociali ed economici che hanno attraversato e attraversano la società.
Così dai primi studi in cui l’analisi era posta sostanzialmente sullo studio del “fattore umano” nel processo industriale, si è giunti a formulare la necessità di una ergonomia preventiva.
Nel tempo, infatti, si è costatato che la prevenzione nei luoghi di lavoro è sicuramente la strategia migliore da adottare, anche in termini economici.

In Italia l’Ergonomia nasce negli anni ’60 con la nascita di due società che, fondendosi successivamente, hanno poi dato vita all’attuale SIE, Società Italiana di Ergonomia.
Per sua propria natura l’Ergonomia riesce a toccare campi e settori molto eterogenei tra loro, proprio per questa sua “duttilità” e visti i repentini quanto incessanti progressi tecnologici, oggi è possibile parlare anche di ergonomia dell’hardware ed ergonomia cognitiva.
Il primo ramo si occupa di studiare l’interazione uomo-macchina, il secondo quella tra uomo e software.
In generale, l’importante conquista alla quale si è arrivati nel tempo vede l’espandersi del concetto di ergonomia oltre il mero concetto di “sicurezza sul lavoro” .