Vinitaly, il trionfo del Made in Italy

Si è concluso il 6 aprile alla fiera di Verona Vinitaly, il famoso salone internazionale dei vini e dei distillati. Per una settimana a Verona si ritrovano insieme i maggiori produttori di vini nazionali e internazionali, ma anche si possono degustare moltissimi prodotti alimentari tipici di tutte le regioni d’Italia.

Nonostante la crisi, l’affluenza non ne ha risentito nemmeno in tutti gli hotel vicino Verona, nei tre giorno del fine settimana sono arrivati ben 90.000 visitatori, segno che questa è davvero una manifestazione da non perdere. Le presenze, in linea con quelle record dello scorso anno, sono rappresentate per il 35% da operatori provenienti dall’estero. Un segnale di buon auspicio arriva infatti proprio dall’export, dove le vendite hanno fruttato quest’anno ben 3,6 miliardi. Si stanno vedendo poi grossi risultati per quanto riguarda la promozione del vino italiano all’estero, per esempio con il progetto Vinitaly Tour. I mercati esteri sono quindi sempre più interessati al prodotto italiano.

Inoltre il vino italiano continua la sfida sui mercati asiatici, soprattutto quello cinese che da solo assorbe il 60% del vino italiano in Asia. Si calcola che il potenziale mercato del vino in Cina si aggiri tra il 5 e il 10% della popolazione, ovvero dai 60 ai 130 milioni di consumatori. Un mercato enorme, e che predilige il vino italiano di qualità.

Numerosi sono stati gli ospiti importanti di questa edizione, che hanno soggiornato negli svariati alberghi a Verona, dal ministro delle politiche agricole Zaia, al presidente della regione Veneto Galan. Dai politici arriva proprio l’invito ad apprezzare maggiormente i prodotti tipici della nostra tavola, nella fattispecie il vino, le cui vendite stanno subendo una forte contrazione. Se però al ristorante se ne consuma di meno, ciò a causa anche di leggi del codice della strada sempre più restrittive, la vendita direttamente nelle cantine è in forte crescita. Nel 2008 questo tipo di commercializzazione è aumentato del 20% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il valore di 1,2 miliardi di euro. Segno inequivocabile che la ricerca del miglior prezzo è diventata un’autentica priorità per gli appassionati. Inoltre crollano le vendite del vino in brick, mentre è in forte crescita la cultura del bere bene. Si beve meno ma si prediligono vini di qualità e soprattutto nazionali.

Molti sono inoltre gli eventi organizzati all’interno della cornice del Vinitaly, come i festeggiamenti per i 150 di Gaja, la più prestigiosa azienda vitivinicola piemontese e forse dell’Italia intera, oppure i diversi seminari e convegni, le degustazioni di vini e prodotti tipici da tutte le regioni.

Quella di quest’anno è stata senza dubbio una rassegna all’insegna dell’ottimismo e del buon vino, del vino italiano che la fa da padrone anche sulla maggior parte dei mercati esteri. Si punta sull’alta qualità dei vini italiani per combattere la crisi, e infatti anche se i consumi degli italiani sono in calo, il vino resiste, è sempre considerato un piccolo lusso a cui non si rinuncia e che quindi non manca mai sulle nostre tavole e su quelle dei ristoranti e hotel a Verona. Infatti ben il 49% degli italiani conosce l’effetto di contrasto al cancro del resveratrolo (sostanza presente nella buccia dell’acino d’uva).

A cura di Martina Meneghetti
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