Consigli per arredare la sala da pranzo

Non molte sono le case moderne ancora dotate di sala da pranzo. Chi ha la fortuna di avere questa stanza, però, deve sapere come valorizzarla al meglio.
Le dimensioni delle case sono molto cambiate rispetto al passato, e se fino a qualche tempo fa molte erano le famiglie che progettavano la propria villetta o casetta con varie stanze, al giorno d’oggi la tendenza è quella di andare ad abitare in appartamenti o addirittura miniappartamenti. Una delle conseguenze è che alcune stanze, che prima facevano parte del “corredo” di molte abitazioni, stanno scomparendo. È il caso, per esempio, della cantina, dello studio, della terza stanza da letto, e soprattutto della sala da pranzo. Eppure la sala da pranzo può essere uno spazio molto importante all’interno di ogni casa, e se arredata con mobili moderni particolari o complementi d’arredo originali può diventare il centro della vostra abitazione.
La sala da pranzo era uno spazio importante in passato anche perché quello del pranzo era un rito cui nessuna famiglia si sottraeva: attorno al tavolo della sala da pranzo si riunivano la mamma, che magari nel corso della mattinata aveva cucinato il pranzetto, il papà che tornava dal lavoro per la pausa pranzo e i figli di ritorno da scuola. Al giorno d’oggi molte sono le persone che non tornano a casa per la pausa pranzo, preferendo mangiare qualcosa in velocità nei pressi del posto di lavoro o direttamente nella mensa aziendale. Anche per questo motivo la sala da pranzo ha perso la propria importanza all’interno della casa, e di fronte alla necessità che molte famiglie hanno di ridurre gli spazi nei quali abitano, viene sempre più spesso eliminata, o agglomerata al salotto o alla cucina. In case o appartamenti abbastanza spaziosi, però, la sala da pranzo è più che mai utile, e anche se si è persa l’abitudine di pranzare tutti insieme a mezzogiorno, disporre di una sala da pranzo può essere molto utile per organizzare cene o festicciole, o ancora per accogliere gli ospiti. In ogni caso, durante la progettazione arredamento di una sala da pranzo bisogna tenere in considerazione alcuni fattori fondamentali.
Innanzitutto, la sala da pranzo dovrebbe essere vicina alla cucina o collegata ad essa tramite un passavivande. Altro fattore da tenere presente, se si pensa di progettare una casa con una sala da pranzo, sono le dimensioni della stanza: bisognerebbe avere a disposizione almeno 12-16 mq, per permettere ad almeno sei commensali di muoversi liberamente. Archiviato il fattore spazio, si può pensare all’arredo della stanza vero e proprio: quando si parla di arredamento, tavoli e sedie sono evidentemente gli elementi fondamentali. Per quanto riguarda le sedie, c’è chi preferisce sceglierle dello stesso stile del tavolo, ma non si tratta di una scelta necessaria: l’importante è che siano comode, magari dotate di braccioli o sedute imbottiti, per favorire la funzione anche aggregante, e non solo mangereccia, della sala da pranzo. Per dare un tocco di originalità alla stanza potete indirizzarvi, per esempio, verso sedie colorate, che di questi tempi vanno molto, anche in contrasto con lo stile minimal e tendenzialmente bianco di molte case moderne. Per la scelta del tavolo, a seconda che preferiate mobili antichi o moderni, potete scegliere tra diversi stili e materiali. Tenete presente, in linea di massima, che il tavolo viene posto al centro della stanza, e che un tavolo rotondo è particolarmente adatto per spazi di dimensioni ridotte, come pure i tavoli estensibili, che all’occorrenza si possono accorciare o allungare.
Per completare la vostra sala da pranzo, potete infine sbizzarrirvi con tovaglie, posate e stoviglie originali o con altri complementi d’arredo, per rendere la stanza il più accogliente possibile.
Nona Giornata ecumenica del Dialogo cristiano-islamico
L’emergenza ambientale è oramai una costante dei nostri tempi. Le catastrofi naturali sono ingigantite dalle responsabilità umane e dai disastri causati dall’uomo e dalle tecnologie che spesso gli stessi uomini che le hanno realizzate non riescono a controllare. La nostra Terra è ferita profondamente e sanguina, come ha scritto recentemente, con riferimento al gravissimo incidente petrolifero del Golfo del Messico, un Capo spirituale cheyenne in un appello a tutte le religioni del mondo alla preghiera per la Terra ferita e per tutti gli esseri viventi che la abitano.
Ma più la situazione diventa grave, più si moltiplicano gli appelli al rispetto dell’ambiente, più acuti e violenti diventano gli atteggiamenti di quanti rifiutano il cambiamento di uno stile di vita irrispettoso della Terra che ci ospita che nessun essere umano ha creato e che nessun essere umano dovrebbe poter impunemente distruggere.
La violenza, come è scritto nel documento finale del Convegno “Chiese strumento di pace?” – svoltosi a Milano il 2 giugno 2010, «è diventata parte del nostro quotidiano e ci siamo abituati a considerarla inevitabile». E le religioni l’hanno spesso giustificata e ancora spesso continuano a farlo.
La produzione di strumenti di morte continua inarrestabile. Neppure la crisi economica ha prodotto alcun taglio nei fondi destinati all’acquisto di armi di distruzione di massa. Mentre non si trovano soldi per i servizi sociali di base, per la scuola, per la sanità, i fondi per la partecipazione alle guerre sono sempre disponibili ed anzi sono aumentati. Pur di non mettere in discussione l’idolo del mercato e del massimo profitto si sceglie di continuare a produrre prodotti che aumentano all’infinito l’inquinamento atmosferico attaccando allo stesso tempo anche i diritti fondamentali della persona umana e le stesse libertà democratiche delle persone che quei prodotti sono chiamati a produrre.
Cristiani e musulmani sono interpellati nel profondo della loro fede da questi che sono i segni dei nostri tempi. Oggi come nel corso della storia dell’umanità in discussione è l’idolatria che si manifesta nel mancato rispetto per la nostra Terra attraverso il perpetrarsi di distruzioni della natura, di guerre devastanti e violenze disumane, di divisione profonda dell’umanità in oppressi e oppressori.
Forze politiche miopi che agitano la paura del diverso e di ciò che non si conosce e che per aumentare questa paura mistificano la realtà con l’uso di menzogne sempre più spudorate, vorrebbero che cristiani e musulmani continuassero a fare guerre fra loro come ai tempi delle Crociate. Si vorrebbe irreggimentare il grande spirito di pace, che pervade queste due grandi religioni della storia dell’umanità, in congreghe religiose di Stato, asservite a logiche politiche che contribuiscano a prolungare all’infinito quello stile di vita insostenibile che sta portando l’umanità sul baratro della propria autodistruzione.
Crediamo invece sia necessario che cristiani e musulmani, insieme a tutte le altre religioni, assumano posizioni e comportamenti all’altezza dei tempi che viviamo e delle sfide che ci pongono i nemici dell’umanità e della sua riconciliazione con l’unico Dio che insieme adoriamo.
Per questo le associazioni cristiane e musulmane che da 9 anni promuovono ed insieme celebrano la giornata del dialogo cristiano-islamico, vogliono mettere al centro del prossimo incontro del 27 ottobre 2010 i temi della salvaguardia del creato, del rispetto e dell’amore per la nostra Terra e per tutto ciò che essa contiene e a cui da vita. E vogliamo farlo nel nome dell’unico Dio che insieme adoriamo e a cui insieme, ognuno per la propria strada, vogliamo ricondurre questa umanità, verso quel Regno di Dio dove non ci saranno più lacrime, né lutto ne lamento ne affanno e dove l’amore trionferà.
Amare la Terra e tutti gli esseri viventi!
Il comitato organizzatore
Militari uccisi in Afganistan: anche la Valle d’Aosta partecipa al cordoglio

Bandiere a mezz’asta domani, martedì 12 ottobre 2010, anche in Valle d’Aosta. Come disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Regione Augusto Rollandin ha firmato questo pomeriggio l’ordine dell’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici su tutto il territorio regionale, in segno di lutto per la tragica scomparsa dei quattro militari italiani morti sabato scorso nell’ attentato terroristico di Farah, in concomitanza con i funerali solenni, che si terranno domani, alle 10,30 a Roma. Ordine esteso anche per la bandiera valdostana.
«Ancora una volta la Valle d’Aosta si unisce al dolore di tutta l’Italia e, in particolare, delle famiglie che hanno perso in maniera tragica i loro figli impegnati a portare la pace in Afganistan – dice il Presidente Rollandin- E a nome della Valle d’Aosta, terra di alpini, ho voluto esprimere in un telegramma al Capo lo Stato maggiore della Difesa il cordoglio per la morte dei quattro soldati, coinvolti nell’ennesima offesa terroristica».
Quando anche i computer fanno le bizze: recupero dati e manutenzione dei pc

I continui progressi che si verificano nel campo dell’informatica certamente ci facilitano la vita. A volte, però, creano anche dei problemi che prima non c’erano.
Nell’epoca in cui viviamo siamo ormai abituati ad archiviare dati e documenti di vario tipo nel nostro pc e su supporti digitali, un sistema di archiviazione veloce ma non del tutto privo di rischi, se è vero che il recupero dati è una delle attività fondamentali per privati e aziende. L’archiviazione di dati e documenti in versione cartacea presenta di sicuro degli inconvenienti, dalla deperibilità della carta al grande volume che pile e pile di fogli possono occupare, per non parlare poi dei danni ambientali derivanti dall’abbattimento di alberi per produrre carta e della difficoltà di trovare, in mezzo a montagne di documenti, proprio quello che stiamo cercando.
L’informatica e i sistemi di archiviazione digitale hanno sicuramente ovviato a molti di questi inconvenienti: se un tempo si aveva bisogno di scaffali su scaffali per archiviare documenti e dati importanti, adesso si può tenere tutto nel proprio pc, o in una memoria esterna, e anche la consultazione risulta, nella maggio parte dei casi, molto più veloce ed immediata, con un minore rischio di confondere i documenti archiviandoli nel settore sbagliato e, di conseguenza, di non trovare subito quello che si cerca. Nemmeno i sistemi di archiviazione digitale, però, sono infallibili, e se da una parte è vero che la cara vecchia carta è un materiale altamente deperibile, non si può dire che i dati salvati su supporti digitali non possano rischiare di andare persi. Un computer, un disco rigido, una memoria esterna si possono infatti guastare, possono venir rubati o danneggiati, e il rischio di perdere il proprio lavoro, o semplicemente le proprie foto e altri documenti personali, è sempre presente. In questi casi ci si può rivolgere certamente a delle aziende specializzate in manutenzione reti aziendali e recupero dati, ma non sempre si ha la sicurezza assoluta di poter salvare tutti i dati e i documenti.
Per capire quanto il problema sia sentito, e quanto si temi che i sistemi di archiviazione digitale non siano affidabili al cento per cento, basta dare un’occhiata ai dati relativi al consumo di carta negli uffici e in ambito privato: ogni anno nel mondo si consumano 280 milioni di tonnellata di carta e 56.000 miliardi di fogli A4, gran parte dei quali vengono usati negli uffici. Tali cifre, inoltre, non sono in calo ma in aumento, come a dire che ai continui progressi nel campo dell’informatica e del digitale non corrisponde un minor consumo di supporti cartacei. In molti casi i documenti che vengono archiviati o spediti tramite email non rimangono solo nei pc, ma vengono anche stampati, e spesso capita che su questi fogli di carta vengano scritti degli appunti o evidenziati dei passaggi, per esempio, mentre i documenti salvati nel computer non ricevono lo stesso trattamento, e le varie scartoffie vengono quindi tenute ed archiviate.
A spaventare chi lavora col computer, ma anche chi lo usa in ambito privato, sono anche i virus, che possono compromettere il pc stesso e i documenti in esso salvati. La vendita software antivirus è in continuo aumento, come pure i centri di assistenza hardware software Arezzo e in tutte le altre città italiane e del mondo, dei centri che possiamo descrivere come un vero e proprio pronto soccorso del computer, cui rivolgersi quando anche i più moderni ritrovati tecnologici fanno le bizze.
