DOCUMENTO DI INDIRIZZO PER LA VALUTAZIONE DELLE CEFALEE NELL’AMBITO DELL’INVALIDITA’ CIVILE

December 27, 2010 by admin11fer22 · Leave a Comment
Filed under: Salute e Benessere 

Alla luce dei recenti dati Istat che testimoniano l’importante diffusione delle cefalee a livello nazionale, le cui forme più gravi condizionano pesantemente la qualità della vita delle persone spesso invalidandone le attività quotidiane, l’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali ha voluto elaborare un documento contenente le indicazioni operative, destinate ai componenti delle commissioni mediche collegiali, concernenti la valutazione delle cefalee nell’ambito dell’invalidità civile, come auspicato dalla sezione valdostana dell’Associazione Al.ce – Alleanza celfalalgici.

Il documento di indirizzo, che ha un mero valore indicativo in quanto l’unico riferimento normativo rimane il decreto ministeriale 5 febbraio 1992, è stato elaborato da un gruppo di lavoro che, sentiti i Presidenti delle commissioni mediche collegiali preposte all’accertamento degli stati invalidanti, ha adattato la tabella della Regione Lombardia, prima Regione italiana ad assumere questa importante iniziativa, alla realtà clinica/epidemiologica della nostra Regione.

Per la valutazione delle persone affette da sindromi cefalalgiche, il documento tecnico si compone di una griglia valutativa, corredata da note e da una bibliografia, con i principali quadri clinici delle cefalee primarie dove vengono rappresentate le caratteristiche di frequenza, la durata e l’intensità.
La documentazione sanitaria prodotta alle commissioni mediche deve essere rilasciata da centri per le cefalee di rilevanza nazionale dopo un periodo di osservazione del caso della durata di almeno un anno.

L’acqua di pioggia e i reflui depurati nelle cave esauste e nelle doline da crollo pure, fresche e dolci acque dei 97 laghetti del Salento leccese

December 27, 2010 by admin11fer22 · Leave a Comment
Filed under: Turismo, Uncategorized 

L’acqua di pioggia e i reflui depurati nelle cave esauste e nelle doline da crollo pure, fresche e dolci acque dei 97 laghetti del Salento leccese
di Antonio Bruno*
—————————————-
È stato pubblicato, il 22 luglio scorso, dalla Regione Puglia, un avviso pubblico per la selezione di interventi volti al recupero ambientale di cave dismesse. Si tratta di risorse derivanti da fondi europei destinati al risanamento e riutilizzo ecosostenibile delle aree estrattive.
Grazie ad una proroga, il termine ultimo per la consegna delle domande di ammissione a contribuzione finanziaria è scaduto alle ore 13 del 19 novembre 2010, se ci fosse un’ulteriore proroga il Consorzio di Bonifica “Ugento e Li foggi” potrebbe presentare il progetto sintetizzato in questa nota.
—————————————-

Non volevo scrivere di accumulare l’acqua in una delle innumerevoli cave ormai non più utilizzate del Salento leccese, oppure nelle depressioni naturali denominate doline da crollo (cave-collapse sinkholes); intendo lo stoccaggio delle acque di pioggia che come tutti sappiamo invece di essere raccolte nelle cave per poi essere utilizzate, penetrano nel terreno o scorrono nel reticolo idrografico fossile per andare a finire giù, sino all’acquifero che è la falda da cui poi, con le pompe alimentate dall’energia elettrica, che paghiamo a caro prezzo, emungiamo l’acqua che diverrà potabile oppure che utilizzeremo per irrigare le piante.
Non volevo scrivere nemmeno dei reflui urbani che vengono affinati dai depuratori sparsi nel territorio del Salento leccese, che invece di essere raccolti nelle cave abbandonate finiscono a mare, un grande spreco visto che tutti noi paghiamo all’Acquedotto Pugliese le spese per la depurazione di quelle acque.
Ma poi ho visto sul facebook del Centro Studi Agronomi la foto che Oreste Caroppo, del Forum Ambiente e Salute, ha messo come Augurio per San Sidero in Maglie e ho cambiato idea…..
Gia! Quella foto mi ha fatto cambiare idea perchè rappresenta un luogo da favola, da sogno, con chiare, fresche e dolci acque che scorrono in un ambiente pieno di vegetazione verde e lussureggiante che dovrebbe essere l’impianto di recapito finale delle acque pluviali della Città di Maglie del Salento leccese (Lecce), nella località archeologica e paesaggistica di San Sidero, nella Dolina di Fauli!
Scrive Oreste Caroppo del Forum Ambiente e Salute :

“Riusciremo ad avere nei prossimi anni un paradiso da godere e gustare

con gli occhi come quello in foto, ed anche più bello, data la maggiore predisposizione scenica del sito della Dolina di Fauli, nella contrada

rurale

 di San Sidero, in agro di Maglie?!

La Volontà c’è tutta! E l’impegno di tutti non è mancato!

Ora la sensibilità estetica degli amministratori più coinvolti, sono certo, sarà la chiave per la vittoria definitiva di questa importante scommessa di buona politica e di ottima prassi amministrativa del territorio e della ‘cosa pubblica’, della latina ‘res publica’!”

Tradotto significa che il buon Oreste Caroppo del Forum Ambiente e Salute si aspetta che a Maglie, in contrada San Sidero si formi un lago in un parco naturale ed archeologico, per il recapito finale delle acque pluviali!

Poi Oreste Caroppo prosegue scrivendo:

“Anche a Presicce, sempre in provincia di Lecce, ad esempio, si stanno ora predisponendo interventi per le acque pluviali, e non solo, che si inquadrano nel solco della filosofia di‘ingegneria naturalistica inaugurata a Maglie per San Sidero.”

Ma non finisce qui, Massimo Negro sia sul suo blog che su Spigolature Salentina, giornale diretto dall’ottimo dott. Marcello Gaballo di Nardò del Salento leccese, rivela a tutti la posizione dei laghetti di Cutrofiano nel Salento leccese.
Il nostro Massimo Negro dopo notizie che gli sono giunte in maniera frammentaria e dei tentativi non riusciti ha fatto una ricerca sul Web 2.0 e ha trovato “il laghetto della Signureddha” che sarebbe proprio a Cutrofiano del Salento leccese.
Scrive nella sua nota:

“Mi inoltro nella campagna, camminando sulla terra rossa e tra le erbacce, scavalco il recinto e dopo pochi passi mi trovo proiettato in un mondo abitato da libellule di vario colore, rane sonnacchiose al sole agostano distese in uno specchio d’acqua verde smeraldo, circondato da canneti e bambù.”

Capite? Nell’afoso agosto del Salento leccese dove il giallo fa da dominatore incontrastato e dove, al massimo, si vede il marrone della terra misto al nero degli incendi c’è una visione da Oasi molto simile a ciò che si aspetta di vedere presto, a Dolina di Fauli, nella contrada rurale di San Sidero, in agro di Maglie il nostro Oreste Caroppo del Forum Ambiente e Salute. E io ti faccio vedere le foto di questo luogo di sogno!
Il nostro amico Massimo Negro continua l’esplorazione e alla fine scopre la bellezza di tre laghi in agro di Cutrofiano del Salento leccese laddove ce ne doveva essere solo uno, quello denominato della “Signureddha”. Ma la mia sorpresa non finisce qui, perchè il nostro Massimo Negro si da una spiegazione per giustificare l’esistenza di questi laghi che potete leggere di seguito:

“Siamo nella zona di Cutrofiano, dove sino a qualche decennio fa era attiva l’estrazione dei mattoni di tufo con la tecnica delle cave ipogee. E’ probabile che alcune cavità sotterranee, forse le cave più antiche e non mappate, nel passato siano crollate e abbiano formato queste depressioni all’interno delle quali si è depositata l’acqua formando questi bellissimi specchi d’acqua. Siamo in una zona attraversata da una delle tanti diramazioni iniziali del Canale dell’Asso.”

Insomma si possono ottenere gli ambienti da sogno dove l’acqua scorre e l’ambiente è verde e lussureggiante se si provvederà a prendere in seria considerazione la mia proposta di ripristino funzionale delle aree di cava.
A chi mai verrebbe in mente di considerare il paesaggio di cava, da sempre sentito come un paesaggio di rifiuto, come qualcosa da proteggere e anzi valorizzare?
Eppure la Convenzione Europea del Paesaggio afferma che non esiste un paesaggio che ha più diritto di tutela di altri ma che tutti devono essere salvaguardati e valorizzati allo stesso modo in quanto costituiscono habitat umano.
Le cave attive in Italia sono 5.725 mentre sono 7.774 quelle dismesse nelle Regioni in cui esiste un monitoraggio. Complessivamente si possono stimare in oltre 10mila quelle abbandonate. Leggendo il rapporto sulle cave stilato da Legambiente per la nostra regione sappiamo che ci sono 617 cave attive ma non sappiamo quante sono quelle dismesse, eppure ognuno di noi, abitante del Salento leccese, conosce le cave non utilizzate nei 97 Comuni del Salento leccese e, anche se ce ne fosse una per Comune, potremmo ottenere 97 laghetti del Salento leccese mettendo in atto la mia proposta. Ma come dicono i miei amici avvocati, vi è di più, poiché saliremmo a più di cento laghetti de dovessimo ripetere la stessa esperienza con le doline da crollo, anch’esse utilizzabili così come sta accadendo nella Città di Maglie del Salento leccese (Lecce), nella località archeologica e paesaggistica di San Sidero, nella Dolina di Fauli!
Il Sindaco Venneri di Gallipoli del Salento leccese ha più volte proposto che i reflui affinati e le acque di pioggia siano stoccate nelle cave abbandonate poste a poca distanza dal depuratore, ciò che accade a Maglie, a Presicce e a Cutrofiano da ragione all’intuizione di questo sindaco illuminato!
L’attività mineraria nel Salento leccese ha sempre avuto un importante significato economico per il territorio, tanto che c’è chi ipotizza che i Messapi fossero un popolo che commerciava la pietra leccese con la Grecia, la mia proposta è la soluzione al problema attuale che è quello di regolare i rapporti con l’ambiente, il territorio e le comunità locali per il grande impatto che hanno le cave sul territorio sia durante l’attività estrattiva, sia al termine delle concessioni a causa di queste aree che sono anche fonte di vulnerabilità dell’acquifero calcareo ovvero della falda profonda del Salento leccese.
Quello che ho proposto fa si che per le cave dimesse e per quelle attive quando avranno finito lo sfruttamento delle aree di escavazione, si attui un piano di recupero ambientale per limitare l’impatto sull’ambiente, per riqualificare le aree, per reinserire le aree nel territorio. Io propongo di ottenere dei laghetti come già è accaduto a Cutrofiano del Salento leccese con il risultato di un ripristino di funzionalità e non con un atto di mascheramento o copertura.
I laghetti del Salento leccese in luogo delle cave e delle doline da crollo sono un paesaggio da tutelare per ristabilire la funzionalità ecologica e faunistica del nostro territorio.

*Dottore Agronomo (Esperto in diagnostica urbana e territoriale titolo Universitario International Master’s Degree IMD in Diagnostica Urbana e territoriale Urban and Territorial Diagnostics).

Bibliografia

CAMILLO DE DONNO, “Maglie. San Sidero un lago in un parco naturale ed archeologico, per il recapito finale delle acque pluviali! La Gazzetta del Mezzoggiorno del 2.10.2010

Cutrofiano. Le perle d’acqua della Signureddha.http://massimonegro.splinder.com/post/23762603/cutrofiano-le-perle-dacqua-della-signureddha

Lisa Zillio, Le cave dismesse: da paesaggio di rifiuto a opportunità di paesaggio

GIANLUCA SELLERI, ROBERTO SALVATI, PAOLO SANSÒ, DOLINE DI CROLLO (CAVE-COLLAPSE SINKHOLES) IN LOCALITÀ “SPEDICATURO”, SALENTO MERIDIONALE

Beccarisi L., Delle Rose M., Ernandes P., Napoletano S., Zuccarello V.,DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA E STATO DI CONSERVAZIONE DELLE DOLINE DI CROLLO DELLA COSTA IONICA SALENTINA (PUGLIA MERIDIONALE)

DELLE ROSE MARCO, FEDERICO ANTONIO & PARISE MARIO, PROBLEMATICHE CONNESSE A FENOMENI DI SUBSIDENZA CARSICA E SINKHOLES IN PUGLIA

Estratto Atti convegno :Ciro Costagliola “L’ingegneria naturalistica nella riqualificazione ambientale delle cave in Campania” – Napoli 12 Giugno 2007

Alla scoperta degli strumenti a fiato

December 27, 2010 by admin11fer22 · Leave a Comment
Filed under: Aziende 

La famiglia degli aerofoni, o strumenti a fiato, include molte sottocategorie, di cui fanno parte sia strumenti molto popolari che strumenti sconosciuti ai più.

Tra le varie famiglie di strumenti musicali i fiati sono probabilmente la prima di cui, da bambini, si fa un’esperienza diretta. Il flauto, tanto per fare un esempio, è forse il primo – e in certi casi l’unico – strumento che si prova a suonare nell’arco della vita, a scuola e qualche volta già alla scuola materna. La famiglia degli strumenti a fiato, però, comprende molti altri strumenti, dalla cornamusa al sax contralto.

Innanzitutto, possiamo dire che gli aerofoni sono quegli strumenti in grado di emettere suoni per mezzo di una vibrazione d’aria, senza avvalersi di corde o membrane vibranti. Gli aerofoni si dividono in aerofoni risonanti e aerofoni liberi. Negli aerofoni risonanti, a differenza degli aerofoni liberi, l’aria che vibra è contenuta in una cavità dello strumento, come accade, per esempio, nel caso dei flauti, delle ance e degli ottoni. Della famiglia dei flauti fanno parte strumenti noti quali il flauto dolce e il flauto traverso, ma anche strumenti meno conosciuti, quali l’ottavino e l’ocarina. Con ance invece si intendono tutti quegli strumenti, come il clarinetto, dotati di una piccola lamella elastica, detta appunto ancia, posizionata all’estremità della cavità, che vibra con la pressione dell’aria. Clarinetto a parte, di questa famiglia fanno parte anche strumenti quali il sassofono, l’oboe e la cornamusa. Gli ottoni sono invece quegli strumenti nei quali l’ancia è costituita dalle labbra del suonatore, come le trombe e i tromboni.

Gli aerofoni liberi, ossia quegli aerofoni nei quali l’aria non è contenuta nello strumento, comprendono gli strumenti ad ancia libera e altri particolari tipi di strumenti, come gli aerofoni a vortice, la sirena e la frusta. Della categoria degli strumenti ad ancia libera, ossia quegli strumenti nei quali la vibrazione è causata da una lamella elastica, fanno parte, tra gli altri, l’armonica a bocca, la fisarmonica, l’harmonium e il bandoneon.

Se siete degli appassionati di strumenti musicali, e di strumenti a fiato in particolare, ci sono dei musei che dovete assolutamente visitare. Non sono moltissimi i musei dedicati interamente a questa famiglia di strumenti; tra questi, da segnalare il Musée des instruments à vent di La Couture-Boussey, in Francia, e il Museo Etnografico e dello Strumento a fiato di Quarna, in Piemonte. Il primo si trova in un centro rinomato per la produzione di strumenti a fiato sin dal XVII secolo, e conserva al suo interno alcuni pezzi rari: corni inglesi, oboi, clarinetti, flauti dolci e traversi. Anche il museo di Quarna nasce in una località nella quale la produzione di strumenti a fiato è particolarmente intensa. Il Museo Etnografico e dello Strumento a fiato di Quarna comprende una sezione dedicata all’artigianato strumentale, nella quale vengono illustrati anche i metodi di lavorazione, e una sezione dedicata alla storia della vita del paese. Nella sezione dedicata agli strumenti musicali trovano spazio oltre trecento esemplari, rari e non, tra cui fagotti, clarinetti, oboi, saxofoni, flauti in legno, trombe, tromboni, corni e qualche flicorno realizzato in ottone. Il museo propone inoltre delle interessanti attività didattiche, eventi musicali, concerti e concorsi.

Una visita a questi musei può essere sicuramente utile per addentrarsi nel vasto e variegato mondo degli strumenti a fiato.
Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – promozione filmati

Fiere ed expo: qualche consiglio per le aziende espositrici

December 7, 2010 by admin11fer22 · Leave a Comment
Filed under: Fiere 

Per molte aziende partecipare ad una fiera può essere molto utile. Ecco qualche consiglio per trarre i maggiori vantaggi dalla partecipazione ad una fiera.

Partecipare ad una fiera può portare molti vantaggi ad ogni tipo di azienda, a condizione però che la partecipazione alla fiera venga pianificata in modo attento e preciso, prestando particolare attenzione agli obiettivi dell’azienda e al budget a disposizione, e osservando alcuni accorgimenti, sia in fase di progettazione che durante la fiera, quando già ci si trova all’interno delle tensostrutture o degli altri spazi espositivi.

Innanzitutto bisogna considerare che le fiere sono delle attività di marketing molto importanti, che permettono alle aziende di farsi conoscere ad un pubblico più ampio, a livello nazionale e internazionale, e di stabilire contatti commerciali che si spera siano il più possibile fruttuosi. Allo stesso tempo, però, partecipare ad una fiera è anche costoso: ciò significa che quando si prende parte ad una fiera bisogna avere ben in mente il budget a disposizione (che deve coprire varie voci, dalle spese per la spedizione dei prodotti a quelle per l’assunzione di hostess per fiere e congressi) e i propri obiettivi, e stendere un piano dettagliato per progettare il raggiungimento di tali obiettivi. Un piano del genere deve comprendere, tra l’altro, il target e il mercato di interesse, in modo da poter prendere in considerazione solo gli eventi più adatti. Oltre al settore merceologico della fiera, è particolarmente importante prendere in considerazione il periodo in cui si svolge l’evento, in modo da scegliere quello più adatto alle nostre esigenze. Per esempio, se si partecipa ad una fiera con l’obiettivo di ottenere dei risultati positivi in termini di fatturato prima della chiusura del bilancio aziendale, bisogna calcolare che affinché questo accada deve intercorrere un certo lasso di tempo tra i due eventi. Bisogna inoltre tenere presente che, per organizzare al meglio la propria presenza all’interno della fiera, è opportuno cominciare a prepararsi almeno un anno prima. Partecipare ad una fiera non significa infatti essere occupati solamente nell’arco dei pochi giorni in cui la fiera effettivamente si svolge, ma anche fare un lungo lavoro preparatorio, senza contare il lavoro che viene fatto qualche mese dopo la chiusura della fiera, per analizzare se gli obiettivi sono stati effettivamente raggiunti.

Il lavoro preparatorio comprende, oltre che la stesura degli obiettivi, anche un ben preciso piano di marketing e un piano più prettamente logistico, per studiare la preparazione e la spedizione dei prodotti da spedire, per organizzare i trasporti non solo della merce, ma anche del personale addetto, e soprattutto per organizzare l’allestimento dello stand. Uno stand efficace deve avere delle precise caratteristiche: il nome dell’azienda, innanzitutto, deve essere ben visibile da qualsiasi punto arrivi il visitatore e il tipo di prodotto o di servizio offerto deve essere presentato in modo chiaro. Quando la fiera inizia e i visitatori cominciano ad arrivare, bisogna fare in modo che gli interessati riescano a visitare lo stand con una certa facilità: da evitare dunque che i dipendenti presenti nello stand facciano comunella tra di loro, assumendo un atteggiamento che non invita i visitatori a chiedere informazioni; è opportuno inoltre pianificare le pause dei dipendenti in modo che ci sia sempre un numero sufficiente di persone cui chiedere informazioni, e controllare che il materiale a diposizione dei visitatori non si esaurisca e sia sempre bene in vista.

Intraprendere Blog Network

Magazine Blog Network, è ad oggi il più grande network italiano di blog professionali. Per proporci delle partnership, cambi, collaborazioni, avere informazioni pubblicitarie, inviarci un comunicato stampa contattateci. Il network è gestito da Ariapertalab, casa editrice e laboratorio di idee guidato da Giuseppe Piro.


il nostro network