Imprese irpine: 150mila euro di contributi
150mila euro: a tanto ammonta il contributo messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Avellino per le imprese irpine che intendano sviluppare il processo di innovazione e sicurezza sul lavoro.
Nello specifico il finanziamento che può arrivare fino a un massimo di 5mila euro è rivolto a uno dei seguenti investimenti: investimenti nel settore della sicurezza sul lavoro, investimenti nel settore dell’energia e investimenti nel settore ambientale.
Potranno effettuare la domanda per il bando le imprese che svolgono le seguenti attività: manifatturiere, costruzioni, fornitura di acqua, attività di gestione dei rifiuti e risanamento, rete fognarie e ; fornitura di energia elettrica gas, vapore e aria condizionata.
A partire già dall’oggi 20 aprile sarà possibile presentare la domanda per il contributo a mezzo raccomandata A/R indirizzata alla Camera di Commercio – Piazza Duomo, 5 -83100 di Avellino, oppure, tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) in forma di documento informatico sottoscritto digitalmente, all’indirizzo email area impresa (at) av.legalmail.camcom.it .
L’importanza di un tale contributo è evidente, non solo perché tematiche quali sicurezza sul lavoro, ambiente ed energia, diventano ogni giorno sempre più importanti, ma anche perché grazie a tali contributi può rimettersi in moto o comunque svilupparsi ulteriormente anche tutto l’indotto che ruota attorno a imprese di questa tipologia.
Novità sul Testo Unico Sicurezza
Prorogata al 16 agosto la conclusione dell’iter attraverso il quale apporre le necessarie modifiche al testo unico sulla sicurezza sul lavoro 81/08.
Resta comunque ferma la data del 16 maggio come termine ultimo per il deposito in Parlamento del decreto correttivo.
Intanto il prossimo 20 aprile si farà il punto sulla situazione con una riunione della Conferenza Stato e Regioni.
La proroga consentirà al Ministero del Lavoro di avere maggior tempo per cercare la migliore soluzione di concerto, ovviamente, con le regioni.
Restano fermi alcuni punti imprescindibili quali: semplificazione del testo unico sulla sicurezza, potenziamento della bilateralità e modifica delle sanzioni.
In merito a questo punto, infatti, è certo che le sanzioni aumenteranno del doppio rispetto a quanto previsto dalla Legge 626 e sarà confermato l’arresto fino ad un massimo di 8 mesi nel caso in cui vi sia stata una mancanza di valutazione dei rischi o non sia stata sospesa l’attività per gravi inosservanze in materia di sicurezza.
Intanto tra le novità introdotte dal testo unico sicurezza – d.lgs 81/08 emanato il 4 aprile del 2008 si ricordano le principali:
- La valutazione dei rischi: obbligo di aggiornare entro giugno 2009 il documento per la valutazione dei;
- l DUVRI e la valutazione dei rischi interferenze: qualora ci siano in atto dei contratti di appalto.
INAIL: Rapporto dati infortuni
1207, a tanto ammonta il numero di incidenti mortali sul lavoro in Italia nel corso dell’anno 2007: questi i dati INAIL che registrano, comunque, un calo del 5,2% nei primi nove mesi del 2008.
La buona notizia è che il dato confortante della flessione è stato ancora confermato, probabilmente le politiche di prevenzione e sicurezza sul lavoro stanno producendo i loro frutti.
Dal 2001 al 2005, per esempio, si è passati da 1546 episodi a 1280, - 10% degli infortuni se si considera l’arco di tempo che va dal 2001 al 2007.
Altri interessanti dati e numeri si evincono dalla lettura non solo del Rapporto ma anche delle slide che il sito INAIL mette a disposizione di tutti.
In generale, per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, il 90% di questi si è concentrato nell’Industria e nei Servizi, in questi settori sono quindi stati ben 825.981 gli infortuni sul lavoro, mentre la restante percentuale,in ordine decrescente, interessa l’Agricoltura (6,3%) e i dipendenti dello Stato (3,2%).
Sebbene il 60% degli infortuni si concentri nel Nord industrializzato, ì invece la regione Umbria a detenere il primato per indice di frequenza infortunistica.
Particolarmente indicativo anche il dato relativo agli infortuni sul lavoro per gli stranieri: aumentano rispetto allo scorso anno e in generale questa categoria di lavoratori ha un’incidenza infortunistica più elevata rispetto a quella degli italiani.
Anche il numero di “morti bianche”, tristemente ricordate quasi ogni giorno da giornali e telegiornali, subisce una flessione, - 10% rispetto al 2006, si raggiunge addirittura una flessione del – 22% mettendo a confronto il dati dal 2001 al 2007.
Diversamente dai dati registrati per gli infortuni sul lavoro, qui il settore dove si registra il numero più alto di casi mortali è l’Agricoltura, seguita dall’Industria e Servizi e, infine, dai dipendenti dello Stato ma i settori più rischiosi sono quelli dell’Industria pesante, delle Costruzioni e dei Trasporti.
Evoluzione del concetto di Ergonomia
L’Ergonomia, parola derivante dal greco che significa, letteralmente, lavoro (ergon) e legge (nomos), è definita come l’applicazione di diverse discipline il cui obiettivo è lo studio e la progettazione di tutto ciò che in ambiente di lavoro può contribuire al benessere dell’uomo, dunque sicurezza sul lavoro, ottimizzazione interazione uomo-ambiente circostante e, quindi, ottimizzazione della produttività.
Il concetto di ergonomia nella sua accezione nasce con lo psicologo Murrel, nel 1949 con la fondazione dell’Ergonomics Research Society.
Da allora la disciplina si è evoluta in base anche e soprattutto ai cambiamenti sociali ed economici che hanno attraversato e attraversano la società.
Così dai primi studi in cui l’analisi era posta sostanzialmente sullo studio del “fattore umano” nel processo industriale, si è giunti a formulare la necessità di una ergonomia preventiva.
Nel tempo, infatti, si è costatato che la prevenzione nei luoghi di lavoro è sicuramente la strategia migliore da adottare, anche in termini economici.
In Italia l’Ergonomia nasce negli anni ’60 con la nascita di due società che, fondendosi successivamente, hanno poi dato vita all’attuale SIE, Società Italiana di Ergonomia.
Per sua propria natura l’Ergonomia riesce a toccare campi e settori molto eterogenei tra loro, proprio per questa sua “duttilità” e visti i repentini quanto incessanti progressi tecnologici, oggi è possibile parlare anche di ergonomia dell’hardware ed ergonomia cognitiva.
Il primo ramo si occupa di studiare l’interazione uomo-macchina, il secondo quella tra uomo e software.
In generale, l’importante conquista alla quale si è arrivati nel tempo vede l’espandersi del concetto di ergonomia oltre il mero concetto di “sicurezza sul lavoro” .
