Mario Carillo

Galassia Gutenberg – Stazione Marittima

 

 

   La XX edizione di Galassia Gutenberg, in clima austery, approda alla Stazione Marittima, dal 29 maggio al 1 giugno a ridosso del Maggio dei Monumenti e prima del Teatro Festival che avrà inizio il 4 giugno.

    La locandina dell’evento, “Il gusto del viaggio”, è opera dello spagnolo Luis Serrano, già conosciuto per aver disegnato sempre per la stessa manifestazione, negli anni scorsi, un lettore in piedi su un libro e con un mappamondo.

   La vetrina editoriale, seconda solo alla Fiera di Torino e più importante del centro-sud, propone alcune novità: “Fame di libri”, un viaggio letterario nella tradizione gastronomica del Mediterraneo, “Un vino, un racconto, un cibo”; una sezione dedicata alla scrittura femminile; inoltre durante la manifestazione saranno annunciati i vincitori della 55esima edizione del Premio Napoli.

    Ospiti di rilievo internazionale saranno il giornalista e scrittore Predrag Matvejevic che inaugurerà la mostra con una lectio “Mediterraneo un mare di pane”, l’inglese Lawrence Osborne (Il turista nudo”), l’algerina Vassyla Tamzali, la palestinese Suad Amiry (Niente sesso in città) e la tunisina Lilia Zaouali (L’Islam a tavola).

  Altri ospiti Luciano Del Sette e Stefano Faravelli con la mostra “In viaggio col taccuino”, itinerari di viaggi nella storia, arrivando fino a quelli di Bruce Chatwin, con i suoi blocchetti Moleskine.

    Nei quattro giorni di esposizione, si svolgeranno convegni, incontri con autori e editori sul tema “Un vino, un racconto, un cibo” con la partecipazione di famosi chef, il patron della Torre Saraceno di Seiano Gennaro Esposito, Licia Granello, Marino Niola e Marco Sabelli.

     La location prescelta, la Stazione Marittima, nei rinnovati saloni con il via-vai di croceristi, può essere un trampolino di lancio per il turismo letterario e gastronomico.

     Gli editori Maria e Franco Liguori, promotori della Fiera, non nascondono le difficoltà: “La scorsa edizione ha chiuso con un forte deficit. Allestire una mostra di questa levatura, costa tre-quattrocentomila euro. Eravamo decisi a non ripetere l’esperienza, ma la forte passione per i libri, ci ha fatto desistere e, seppur in ritardo rispetto al passato, abbiamo deciso comunque di mettere in piedi, in economia ma rispettosi dei canoni letterari, questa ventesima edizione”.

      All’evento partecipano il Provveditorato agli studi, Fondazione Mediterraneo, Associazione Librai Italiani, Regione e Comune.

 

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Visita Crocefisso colpito bombarda

 

 

 

   Nella settimana Santa con il pellegrinaggio verso i sepolcri esposti in tutte le chiese napoletane, una visita particolare merita il crocefisso di legno di tiglio del ‘300 colpito con tre colpi di bombarda all’epoca dell’assedio aragonese ed esposto alla venerazione dei fedeli nella Basilica del Carmine Maggiore, solo il primo sabato di Quaresima e dal 26 dicembre al 2 gennaio di ogni anno.

     La storia risale al 1439 quando Renato d’Angiò, signore di Napoli, ed Alfonso d’Aragona si contendono il possesso del regno e scendono in battaglia. Gli angioini avevano piazzate sul campanile della chiesa le loro artiglierie per intralciare l’ingresso delle truppe aragonesi. L’Infante Pietro di Castiglia diresse il fuoco delle sue bombarde contro il campanile e la chiesa e, un proiettile sfondando l’abside finì sul Crocefisso, venerato dal popolo napoletano. Una delle pallottole è conservata nel museo della Chiesa.  

     “Una palla di tre palmi di circonferenza ? raccontano gli storici – vola in direzione del campanile, ma, invece di raggiungerlo, fracassa il muro della chiesa e, penetrata nella casa di Dio, va diritta verso un’immagine di Nostro Signore Crocefisso situata, su un tavolato presso la porta maggiore della Chiesa.

   Il Crocefisso dovrebbe ridursi in frantumi, ma ecco il miracolo. La sacra Immagine, che ha la faccia rivolta al cielo in atteggiamento di chi supplica, con le labbra ancora aperte alla preghiera, china miracolosamente il capo, chiude gli occhi e la bocca, mentre la lingua rimane all’esterno tra i denti; il ventre si ritira nella parte inferiore e, le gambe, ritte sino allora, si piegano sotto il peso del corpo che si abbatte: i capelli, sparsi alla nazarena sulle spalle, si rovesciano sul volto, cade la corona di spine, ma il collo che, essendo di legno, si dovrebbe spezzare si piega, invece, come quello di un uomo vivo e cosi al naturale, che ancora si vedono i nervi piegati.

     Il sacro terrore che invase i presenti e più facile immaginarlo che descriverlo. Passati quei primi momenti di confusione, i religiosi del Carmine si recarono dai Cavalieri del Sedile di Portauova, deputati in quel tempo d’assedio alla custodia del Convento. I cavalieri decisero di togliere da quel sito il SS. Crocefisso ma, nuova meraviglia! Benché vi si adoperino ben dodici uomini, non è possibile trasferirlo altrove, perché divenuto improvvisamente pesantissimo.

   Il libricino dei Padri carmelitani, distribuito ai fedeli che si recano in pellegrinaggio da quel 17 ottobre del 1439, aggiunge. “Né mancò la munificenza di vari Sommi Pontefici, i quali concessero Indulgenze a quelli che visitano la nostra Chiesa nel Venerdì Santo, per tutto l’Ottava di Pasqua e, nelle due feste dalla S. Croce. L’Angelico Pio IX nel febbraio del 1850 venne a prostrarsi davanti alla nostra Taumaturga ” Madonna Bruna” ed al SS. Crocifisso. Nei tempi andati, il 26 dicembre, la città di Napoli si portava in forma ufficiale al Carmine per lo scoprimento del Crocifisso che avveniva, mentre tutte le campane di Napoli suonavano a festa, al rimbombo dei cannoni delle varie fortezze e, al fischio di tutte le sirene.

    La Chiesa di Santa Maria del Carmine, in Piazza Mercato, nei pressi della Circumvesuviana che dopo quella di Piedigrotta e del Duomo, rappresenta il tempio più onorato dalla devozione popolare, conserva un bel soffitto, la cappellina con la Vergine Bruna, l’imponente organo di 50 registri musicali con circa 3500 canne sonore e un artistico presepe.

 

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Turismo in Campania

La ricorrenza pasquale banco di prova per il turismo in Campania. Non più scene apocalittiche con cumuli di rifiuti che hanno fatto il giro del mondo. Testimoni centinaia di giornalisti internazionali, al seguito del premier Silvio Berlusconi per l’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra.

Regione, Comune e Provincia, nonostante le difficoltà economiche dell’intero pianeta, propongono tre accattivanti itinerari per attirare quanti più visitatori possibili. Si parte con un tour archeologico da Cuma fino a Punta Campanella e Villa Damecuta a Capri; altro itinerario con escursioni nei parchi, nelle oasi del Wwf e nel cratere degli Astroni; la terza proposta “Emozioni di Pasqua” visite, spettacoli, concerti e performance.

La settimana santa si preannuncia con lo struscio, passeggiata del giovedì santo in Via Toledo, dove migliaia di napoletani e turisti transitano per l’antica strada, ammirando nelle vetrine dei negozi i nuovi capi d’abbigliamento e facendo tappa presso le numerose chiese disseminate lungo il percorso per un devoto omaggio ai sepolcri.

Alla conferenza stampa di presentazione del pacchetto turistico l’assessore regionale Claudio Velardi, ha esordito dicendo: “Non abbiamo grandi aspettative sui flussi, ma facciamo tutto il possibile per garantire un turismo di qualità”. “Disponiamo di oltre 1500 esercizi alberghieri – ha continuato l’assessore – 150 campeggi, villaggi turistici, ostelli per la gioventù e agriturismo, un patrimonio in continua evoluzione e ammodernamento che punta a rendere sempre più competitiva la nostra offerta turistica”. A sua volta l’assessore al Comune, Valeria Valente ha aggiunto: “Abbiamo lavorato con un unico grande obiettivo: far trovare ai turisti una città gradevole e accogliente con una programmazione mirata all’interesse artistico e culturale. Ci sono iniziative disseminate in tutta la città e la provincia per tutto il mese, dalle guarattelle nelle piazze, alla visita alle oltre trecento chiese, alcune riaperte per l’occasione ai concerti a Villa Floridiana, Chiesa Luterana, Palazzo Carafa, Chiesa di Santa Maria Donnalbina. Infine l’assessore alla Provincia, Giovanna Martano: “Con Pompei, Ercolano e il Vesuvio, i siti più visitati al mondo, contiamo di riprendere le vecchie posizioni di accoglienza”. Il presidente dell’Ente Provinciale del Turismo, Dario Scalabrini, meno pessimista: “Si comincia a parlare, almeno per il week end di tutto esaurito”. Per la prima volta è stata stampata una guida con monumenti, musei e ritrovi in lingua cinese. Il vademecum sarà utile alla numerosa comunità residente e ai turisti dagli occhi a mandorla.

Il viaggio nelle emozioni: prevede la visita ai tesori di San Domenico Maggiore, il complesso monastico, appena restaurato, costato quattro milioni di euro e, in parte aperto al pubblico. La Cappella Sansevero con il nuovo impianto di illuminazione. Il monastero con chiesa e chiostro di San Gregorio Armeno; la mostra dedicata a Vincenzo Gemito, tra Ottocento e Novecento a Villa Pignatelli. Oltre duecento opere: dalle terrecotte giovanili, fino ai superbi bronzi della maturità; inoltre circa ottanta tra i disegni più espressivi dell’artista, realizzati a penna, matita, carboncino, seppia, acquerello, piccole sculture cesellate, con ossessiva precisione, in metalli preziosi. Inoltre da sabato 4 aprile a Caserta, sarà inaugurata la mostra “Alla Corte di Vanvitelli”. A Salerno la mostra internazionale del Fumetto, a Castel Sant’Elmo, il festival filosofico “l’Arte della felicità”.

La Campania è terra di antichissime tradizioni religiose. Il lunedì dopo Pasqua si svolge una processione che vede convergere nel Santuario della Madonna dell’Arco migliaia di fedeli. La caratteristica principale della festa sono i fujenti: uomini e donne che a piedi scalzi e in abito bianco si dirigono saltellando verso il santuario con gli stendardi delle loro associazioni. Qui inizia un ballo che precede l’ingresso nel tempio dove i fedeli, trascinandosi sulle ginocchia, si prostrano ai piedi della Madonna. Non sono infrequenti scene di isterismo e di svenimenti. Durante la giornata i festeggiamenti continuano con danze, musica, banchetti e libagioni. A Sorrento i cinturati di Santa Monica, si recano in pellegrinaggio tra i rioni, elevando la croce, coperta dal panno della pietà. A Forio d’Ischia, la “Corsa dell’angelo”. Anche a Giugliano il volo dell’angelo, dove una bimba agganciata ad una fune è spinta da un balcone e veleggia nell’aria gettando fiori sulla statua della Madonna. A Procida il venerdì santo è celebrato con la processione degli “incappucciati”. Particolare la ricorrenza a Pagani. Il martedì dopo Pasqua si svolge la Festa della Madonna delle galline. Una processione con la statua della Vergine, con piedi un pavone vivo attraversa le vie del paese mentre dai balconi e dalle finestre si lanciano volatili di ogni specie.

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