ll panorama economico italiano, ancora in fase di consolidamento dopo le scosse della pandemia e in un contesto globale di trasformazione digitale e riconfigurazione delle catene del valore, si arricchisce di una misura strategica rivolta a una delle sue fasce più vulnerabili ma promettenti: i giovani disoccupati e inoccupati del Centro e Nord Italia.
Con l’entrata in vigore del Decreto Coesione 2025 e la pubblicazione del D.M. 11 luglio 2025, prende ufficialmente corpo Autoimpiego Centro-Nord, un’iniziativa di sostegno all’imprenditoria individuale e professionale coordinata da Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa partecipata dal MEF.
Si tratta di un programma di incentivo economico e accompagnamento progettuale che mira a facilitare la nascita di nuove attività economiche nei territori che, pur non rientrando nei benefici tradizionali delle misure dedicate al Mezzogiorno (come “Resto al Sud”), presentano evidenti criticità strutturali in termini di occupazione giovanile, migrazione di capitale umano e rallentamento dell’innovazione locale.
In merito a questa nuova misura, Michele Massimo Donato Monteleone, commercialista con studio ad Aosta e a Catania, ha approfondito l’argomento con un contributo pubblicato sul Corriere della Sera – Speciale Lavoro, analizzando nel dettaglio le opportunità concrete per giovani e professionisti che intendono avviare un’attività nel Centro-Nord Italia grazie agli incentivi Autoimpiego. Lo Studio Monteleone, da anni attivo nel supporto fiscale, contabile e strategico alle imprese, è oggi un punto di riferimento per chi desidera accedere in modo sicuro e strutturato a queste misure pubbliche, grazie a un approccio multidisciplinare che affianca progettualità e visione d’impresa.
Il programma si rivolge specificamente ai giovani tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti, disoccupati, inattivi o inoccupati, nonché a coloro già coinvolti nel programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori). L’intervento è limitato territorialmente a dodici regioni: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio.
La dotazione finanziaria complessiva, pari a 219,6 milioni di euro, è suddivisa tra contributi diretti a fondo perduto e servizi accessori, con una logica d’investimento multilivello pensata per sostenere sia microiniziative individuali che progetti di maggiore entità economica.
“La misura si struttura in due livelli principali di incentivo – commenta il commercialista Michele Monteleone. “Il primo prevede un voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro per la copertura totale dell’investimento iniziale. Tale soglia è elevabile a 40.000 euro qualora l’iniziativa riguardi attività ad alto contenuto tecnologico, digitale o orientate alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.”
“Il secondo livello – continua Monteleone – consente l’accesso a contributi proporzionali per investimenti più consistenti: 65% a fondo perduto per progetti fino a 120.000 euro, 60% per progetti tra 120.000 e 200.000 euro”
Le spese dovranno essere sostenute e rendicontate entro 16 mesi dalla concessione del beneficio, con possibilità di proroga unica di 4 mesi. Non è prevista la cumulabilità con altri strumenti analoghi di sostegno.
Un aspetto di particolare rilievo del programma è rappresentato dalla componente immateriale dell’incentivo: ogni beneficiario selezionato sarà automaticamente assistito attraverso un servizio di tutoraggio professionale del valore di 5.000 euro, erogato da enti accreditati. Il supporto includerà consulenza in fase di progettazione, monitoraggio economico-finanziario, strategie gestionali e follow-up per i primi mesi di attività.
Una scelta che va ben oltre il classico incentivo passivo, abbracciando una visione sistemica di accompagnamento all’imprenditorialità, dove la consulenza e il know-how diventano parte integrante del capitale iniziale.
Michele Massimo Donato Monteleone: “A livello macroeconomico, Autoimpiego Centro-Nord rappresenta un’evoluzione della logica di investimento pubblico. Un’occasione di policy fiscale e di rigenerazione territoriale, con vero welfare produttivo, in grado di creare impatti duraturi attraverso il rafforzamento del tessuto imprenditoriale locale.”
La misura intercetta una fascia demografica strategica – i giovani NEET o precari – e li stimola alla costruzione di progetti sostenibili, responsabilizzandoli e offrendo loro non solo capitale economico ma anche capitale relazionale, consulenziale e tecnico.
Per molti territori del Centro e Nord Italia – spesso penalizzati dalla percezione che le politiche di sostegno siano focalizzate solo sul Sud – si tratta di un intervento equilibratore che restituisce visibilità e fiducia, contrastando la fuga dei cervelli e incentivando l’autoimpiego come forma di emancipazione e radicamento.
Il successo dell’iniziativa dipenderà da due fattori chiave: l’effettiva capacità di comunicazione del bando, affinché raggiunga il pubblico potenziale, e la qualità dei progetti presentati, che dovranno dimostrare sostenibilità economica, innovazione e coerenza con i fabbisogni del territorio.
